Il trasporto di merci su strada va diviso in 2 categorie: il “conto proprio” e il “conto terzi”. Il primo riguarda tutti coloro che trasportano le proprie merci. Il secondo, coloro che fanno del trasporto la loro professione; i c.d. “padroncini” e che trasportano le merci di più aziende (i committenti). Il secondo caso è preferibile.
Secondo Eurostat nel 2009 in Italia gli autocarri immatricolati erano 4.735.111, secondo Confetra l’88,5% in conto proprio e solo l’11,5% nel conto terzi.
Gli automezzi fino a 3,5 t, in conto proprio, sono circa 3,5 milioni; con una percorrenza media di 38,8 km/gg. in ambito urbano. Oltre 20 miliardi km/anno.
Secondo il V° Rapporto degli amici della terra, i costi sociali esterni ammontano ad oltre 5 Mld€, 24 Mld€ i costi del traffico veicolare privato.
Quelli degli automezzi pesanti: 8 Mld€; con una percorrenza 10 volte maggiore (circa 200 Mld/Km.). Una produzione locale con distribuzione a domicilio ridurrebbe di 4 Mld€ l’impatto generato dal traffico privato per la spesa. Mentre un ITS riuscirebbe a ridurre di altri 2,5 Mld€ i costi sociali generati dagli autocarri leggeri che operano in conto proprio nei centri urbani.

