06 Feb, 2012
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Sui costi esterni del trasporto

Archive for giugno, 2010

Sui costi esterni del trasporto

Il trasporto di merci su strada va diviso in 2 categorie: il “conto proprio” e il “conto terzi”. Il primo riguarda tutti coloro che trasportano le proprie merci. Il secondo, coloro che fanno del trasporto la loro professione; i c.d. “padroncini” e che trasportano le merci di più aziende (i committenti). Il secondo caso è preferibile.
Secondo Eurostat nel 2009 in Italia gli autocarri immatricolati erano 4.735.111, secondo Confetra l’88,5% in conto proprio e solo l’11,5% nel conto terzi.
Gli automezzi fino a 3,5 t, in conto proprio, sono circa 3,5 milioni; con una percorrenza media di 38,8 km/gg. in ambito urbano. Oltre 20 miliardi km/anno.
Secondo il V° Rapporto degli amici della terra, i costi sociali esterni ammontano ad oltre 5 Mld€, 24 Mld€ i costi del traffico veicolare privato.
Quelli degli automezzi pesanti: 8 Mld€; con una percorrenza 10 volte maggiore (circa 200 Mld/Km.). Una produzione locale con distribuzione a domicilio ridurrebbe di 4 Mld€ l’impatto generato dal traffico privato per la spesa. Mentre un ITS riuscirebbe a ridurre di altri 2,5 Mld€ i costi sociali generati dagli autocarri leggeri che operano in conto proprio nei centri urbani.

Le PMI del trasporto si devono aggregare!

Guardate: non c’è altra via. Le aziende italiane non essendo più competitive per via della valuta forte (Euro), per l’alto costo della mano d’opera e dell’energia hanno subito una riduzione drastica delle esportazioni; il grafico è in caduta libera dal 2001. Importiamo molto dall’estero e continua ad essere presente la domanda nel mercato interno, ridimensionata dalla crisi economica.

Però, noi autotrasportatori siamo troppi e frastagliati, c’è un eccesso di offerta che automaticamente porta i prezzi al ribasso. Inoltre chi poteva delocalizzare la propria azienda di trasporto nei paesi dell’est europa lo ha fatto tranquillamente, andando a cercare i nuovi schiavi moderni (rumeni, bulgari ecc.) tutto per mantenere l’utile.

C’è un’altra strada: quella dell’aggregazione tra micro imprese, iniziamo a vedere le altre aziende di trasporto come colleghi e non come concorrenti. Il futuro del trasporto è la COOPETIZIONE (cooperazione + competizione), il futuro sono le piattaforme telematiche, i sistemi di trasporto intelligenti, il progetto FAI MENO STRADA® è la soluzione, abbiamo già investito tempo e denaro per portato alla piena funzionalità ora mancano solo gli autocarri, uniteVi a questo progetto, la porta è aperta!

Transporeon per la riduzione di CO2

Sono venuto a conoscenza di questo servizio, ho risposto si bello, ma… è molto simile ad una borsa noli telematica.
Cos’è una borsa noli? Un sistema web che mette in comunicazione la domanda e l’offerta all’interno del trasporto di merci su strada.

Bello no? No! Qual’è il problema?

Il problema è che si fa leva sul prezzo del trasporto senza considerare se alla fine un autocarro è pieno o vuoto.
Tutte le persone che sviluppano questi sistemi si preoccupano solo delle emissioni CO2 e non dei costi esterni in generele che sono 5/6 a seconda di cosa vogliamo analizzare.
Quindi visto che ogni km percorso da un autocarro ha un impatto ambientale negativo è logico fare leva sul riempimento ottimo di quell’automezzo, e non su chi ti fa l’offerta migliore.

Meno male che la nostra filosofia è molto diversa…

Aggiornamento

Dal mese di aprile 2010 alla fine di maggio 2010 il progetto FMS ha fatto risparmiare alla nostra azienda ed alla collettività circa 1.200 km. (520 + 670). Utilizzando la tecnologia GIS e il geomarketing. I costi esterni risparmiati sono sempre risibili:  € 96 circa. Ma continua a valere il nostro ragionamento… vogliamo applicare queste cifre all’intera flotta di automezzi circolanti sul territorio italiano?

Se 1 milione di autocarri usasse questo sistema, in questi 2 mesi la collettività avrebbe risparmiato circa 100 milioni di Euro.

Ma ogni giorno circolano in Italia circa 4 milioni di automezzi.